Portogruaro per mesi è rimasta in “sosta forzata”, è necessario dunque prima di tutto superare i ritardi maturati , riprendere il discorso interrotto, puntare al rilancio.

Le prime tre priorità che individuo sono di carattere strategico, perché lo sguardo politico- amministrativo deve puntare lontano.

  • La prima riguarda il ruolo di Portogruaro nella Venezia Orientale. E’ necessario rilanciare il ruolo di Portogruaro protagonista e referente progettuale del territorio, sfruttando la sua centralità, le sue caratteristiche ed il suo ruolo logistico. Il polo scolastico, l’Università, la sede di uffici e servizi deve essere salvaguardata contro la tendenza del centro destra di privilegiare San Donà di Piave. Portogruaro può giocarsi le sue opportunità di sviluppo  e reggere il confronto competitivo solo potenziando le sue attrattività e  salvaguardando l’identità del proprio territorio, anche in relazione a decisioni importanti come la terza corsia autostradale, l’ospedale, il tribunale, l’alta velocità ecc.
  • La seconda riguarda lo sviluppo economico. E’ necessario sostenere e rinforzare il sistema economico nelle sue diverse specificità per guardare al benessere ed alla qualità della vita delle persone. Le azioni da mettere in campo devono declinare una “sostenibilità reale”,basata sulle vocazioni del territorio. In particolare l’attenzione dovrà spostarsi verso l’innovazione, per questo ritengo di grande importanza il progetto POLINS e la riqualificazione dell’area ex Eni.
  • La terza riguarda la trasformazione urbanistica e l’assetto del territorio. Il percorso del P.A.T.- nuovo strumento urbanistico- deve essere ripreso. Così come la programmazione di opere ed interventi che puntino al recupero delle aree urbane degradate dimesse quali l’area ex Perfosfati, la riorganizzazione dell’area dell’oratorio Pio x, la nuova cittadella dei servizi sanitari.

Dopo mesi di immobilismo  molte altre sono le priorità della città che vorrei riassumere in almeno altri tre punti:

  • rispondere alla sicurezza dei cittadini ed ai bisogni economici delle persone più deboli;
  • riavviare la realizzazione delle opere pubbliche e il decentramento di alcuni servizi nelle frazioni;
  • riprendere il dialogo con le associazioni per rilanciare le vocazioni legate alla formazione, all’educazione scolastica, alla cultura e alla promozione dello sport.