Festa Immigrati
INTERVENTO DEL SINDACO DI PORTOGRUARO
ANTONIO BERTONCELLO
Porgo a tutti i presenti, alle autorità, ai rappresentanti delle Amministrazioni pubbliche, delle associazioni, delle organizzazioni sindacali ma, soprattutto, ai cittadini che, provenienti da altri Paesi, hanno scelto di vivere con noi in questa nostra terra il più cordiale benvenuto alla terza edizione della Festa dei Migranti, un’iniziativa che ritengo estremamente significativa e rappresentativa di quello che è il nostro sentire rispetto all’immigrazione e al conseguente incontro di popoli e culture.
Le linee e i valori guida dell’amministrazione che rappresento, quali l’aspirazione alla pace in un mondo dove aumenta la violenza e il terrorismo, la crescita della cultura del dialogo e del rispetto reciproco all’interno della comunità e delle relazioni tra i cittadini, costituiscono la nuova frontiera cui tendere per il futuro della democrazia nella nostra città, la meta a cui aspirare per una Portogruaro dei diritti, moderna, competitiva e solidale.
Vogliamo favorire la cultura della pace e oggi possiamo già fregiarci del titolo di Città della pace con l’adesione al Coordinamento Nazionali degli Enti Locali per la Pace.
Vogliamo favorire la cultura dell’accoglienza, e a Portogruaro oggi lo vogliamo testimoniare anche con la realizzazione della terza edizione della Festa dei Migranti.
Una Festa che è mia intenzione portare all’attenzione della Conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale, che fin dalla prima edizione patrocinia e sostiene l’iniziativa, affinché, anche con il concorso di questa Istituzione, possa divenire un appuntamento ancora più carico di valori, ancora più partecipato e condiviso da tutto il territorio.
Portogruaro ha una tradizione di città di ospitalità, di passaggio e di incontro di diverse culture. Siamo impegnati in progetti di collaborazione e cooperazione con altri paesi. Vogliamo realizzare “una Città per la persona”, e tra le persone che vivono in tutto il Veneto Orientale ci sono circa 8 mila stranieri residenti.
Il tema dell’immigrazione è dunque importante nel nostro territorio. Basti considerare che negli undici comuni del Portogruarese risiedono circa 3.500 persone che provengono da altri Paesi. Gli immigrati per noi rappresentano una risorsa umana, culturale e produttiva e per lo sviluppo della nostra comunità.
La città di Portogruaro ha conosciuto anch’essa il fenomeno dell’emigrazione, e oggi ha bisogno a sua volta degli immigrati. Ha bisogno della loro presenza e del loro contributo.
La nostra è una Città che si è sempre dimostrata aperta al mondo, alla ospitalità, alla reciproca conoscenza.
L’immigrazione è un fenomeno da governare, soprattutto laddove risponde sia a legittime speranze, sia alle esigenze della nostra società.
Se a livello nazionale ed europeo servono attività di contrasto all’immigrazione illegale ed una seria politica dell’ammissione, a livello locale è necessario proseguire con politiche per l’integrazione degli immigrati, che prevedano un sostegno per l’istruzione, momenti di confronto ed azioni di apertura nella comunità.
Siamo orgogliosi che la nostra città sia sede di molte associazioni impegnate in progetti di aiuto ai Paesi che maggiormente vivono situazioni di difficoltà. Siamo orgogliosi che la nostra Città sia sede di iniziative e manifestazioni contro la guerra e per la pace.
Con impegno e determinazione, vogliamo affrontare con la massima incisività possibile alcuni problemi ed aspetti connessi all’immigrazione nella Venezia orientale: il lavoro, la casa, la scolarizzazione, l’accesso ai servizi.
Attraverso lo Sportello per l’immigrazione da poco istituito intendiamo incentivare iniziative volte a favorire forme di relazione e cooperazione anche con comunità internazionali.
Vogliamo anche promuovere la conoscenza reciproca, avviare scambi culturali e, soprattutto, corrispondere, nei limiti delle nostre possibilità, alle molte richieste di interventi solidaristici.
Per dare assistenza ai cittadini stranieri abbiamo strutturato un progetto, il Progetto Abramo, che ha visto il nostro comune farsi promotore dello “Sportello Polifunzionale per gli Stranieri”.
Abbiamo cercato così di dare una risposta precisa alla richiesta della Prefettura e della Questura di Venezia per assistere i cittadini stranieri nell’adempimento degli obblighi previsti dalla normativa in materia di immigrazione.
Lo Sportello Polifunzionale, dunque, interfacciato al Commissariato della Polizia di Stato di Portogruaro e alla Questura di Venezia per la gestione delle pratiche di permesso di soggiorno e altro degli stranieri residenti nei Comuni compartecipanti al progetto, provvederà a raccogliere le domande di permesso di soggiorno o quelle di ricongiungimento, fornirà informazioni sugli adempimenti, assisterà gli utenti per la corretta presentazione delle pratiche. Consegnerà la documentazione al Commissariato di Polizia per i controlli di legge, indirizzerà lo straniero al Commissariato per fotosegnalazione, e per il rilascio del permesso di soggiorno definitivo, inserirà i dati della pratica nel portale informatico e li invierà in Questura.
Oltre a ciò, il nostro impegno si concretizzerà con la convocazione, nei primi mesi del 2005, di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale dedicata proprio ad esaminare e discutere le modalità più idonee per porre in maniera ancora più incisiva all’attenzione della Città le problematiche connesse alla “migrazione”.
In questo ambito è nostra intenzione attivare per il prossimo anno una serie di iniziative che contribuiscano a creare nei cittadini un atteggiamento maggiormente positivo e sereno nei confronti di chi, proveniente da altri Paesi, ha scelto di vivere a Portogruaro.
Sono del tutto convinto, ad esempio, che la “questione sicurezza” vada affrontata non solo in termini di un aumento della presenza delle forze dell’ordine, quanto piuttosto attraverso la creazione di un rapporto fatto di conoscenza, confronto e reciproca accettazione: in questo diventa fondamentale il ruolo che le varie associazioni presenti nel territorio possono e devono giocare.
Allo stesso modo, l’Ente Locale deve fare pienamente e con convinzione la propria parte, naturalmente laddove esso è competente, ma anche in quelle circostanze che possono essere positivamente affrontate.
Cito, a puro titolo esemplificativo, la situazione delle badanti presenti in numero sempre più consistente nella nostra Città.
Non penso sia impossibile reperire uno spazio a loro destinato dove possano tranquillamente trascorrere parte del loro tempo libero. Allo stesso modo ritengo sia doveroso concepire come un problema da affrontare la situazione di quelle badanti che, nel caso di decesso del loro assistito, si ritrovano repentinamente non solo senza lavoro, ma anche senza una soluzione abitativa, ancorché temporanea, che consenta loro di affrontare in maniera meno angosciosa l’immediato futuro.
Concludo questo mio indirizzo di saluto ringraziando coloro i quali hanno reso possibile, per la terza volta, questa iniziativa; ringraziando chi, con la sua presenza, ha voluto testimoniare la propria condivisione per un modo di pensare e gestire l’accoglienza e la coesistenza tra culture diverse.
Ma il mio più forte ringraziamento va sicuramente alle Comunità ed ai singoli cittadini che, provenienti da luoghi anche lontani, arricchiscono della loro presenza la nostra Città e la sua gente.
A tutti l’augurio di un Natale sereno e di un nuovo anno che veramente possa esaudire le nostre speranze di pace, progresso e dignità.

