Convegno organizzato da Associazione di volontariato “In Famiglia”
LA RICCHEZZA INVISIBILE DEL VOLONTARIATO
Sono particolarmente lieto di porgere agli organizzatori di questo Convegno, ai relatori, a tutti i presenti il più cordiale saluto della Civica Amministrazione e della Comunità portogruaresi che rappresento oltre che mio personale.
Considero un onore per il Comune di Portogruaro aver concesso il proprio patrocinio all’iniziativa odierna, promossa dall’Associazione di Volontariato In Famiglia in collaborazione con l’Attività di Psicologia Ospedaliera – DSM dell’AUSL 10 del Veneto Orientale.
Ciò per una serie di motivi.
- Innanzitutto perché tra l’Associazione In Famiglia e l’Amministrazione Comunale esiste un pluriennale rapporto fatto di reciproca conoscenza costruita nel tempo, di condivisione e collaborazione su singole iniziative, di sostegno e appoggio convinti.
- Ritengo poi che di fronte alla, per così dire, “ragione sociale” del sodalizio, si abbiano inevitabilmente due tipi di reazioni emozionali tra loro assolutamente complementari: un profondo rispetto ed il desiderio di dare il proprio contributo. Come non condividere infatti un’attività a sostegno del malato terminale e della sua famiglia? Come non comprendere la profonda valenza che assume la possibilità che tale sostegno e tale assistenza siano garantiti a domicilio? “Domicilio” è, fra l’altro, una parola fredda se raffrontata a quella molto più densa di significato e a tutti più familiare e cioè “casa”. La propria casa, dove una persona rimane comunque tale anche nel tratto finale della propria esistenza, con il proprio bagaglio fatto di storia, di affetti, di dignità.
- Ultima, ma sicuramente non ultima, la specifica tematica che il Convegno si propone di affrontare, accattivante e positivamente provocatoria fin dal titolo “La ricchezza invisibile del volontariato”. Un’espressione volutamente giocata su due parole-concetto “ricchezza” e “invisibile” sulle quali vorrei soffermarmi.
Ricchezza ovverosia “risorsa” o, ancora, “patrimonio”.
Tre parole apparentemente simili ma che assumono invece anche la valenza di un percorso.
Credo infatti nella necessità che l’intera Comunità, in tutte le sue componenti, acquisisca come proprio patrimonio la “mission” delle singole associazioni di volontariato e del volontariato in genere, ne conosca e condivida gli sforzi, ne apprezzi e favorisca le attività e le iniziative.
Un patrimonio quindi valorizzare, da utilizzare nella pienezza delle sue enormi possibilità ma, soprattutto, nella pienezza delle sue enormi potenzialità.
Perché questo possa avvenire credo vi sia bisogno di due condizioni.
Che questa realtà sia conosciuta (ed ecco entrare in campo il termine “invisibile” o, forse ancora meglio, il termine “non completamente visibile”) sia all’esterno che all’interno del mondo del volontariato.
Che, come diretta conseguenza, venga strutturata una rete di opportunità, di risorse, di energie, messe in campo dai più svariati soggetti, pubblici o privati che siano, aventi tutti il medesimo fine: l’attivazione nei confronti del disagio, del bisogno, dell’emarginazione.
Penso, in questo contesto, all’opportunità che le Istituzioni, ed il Comune per primo, attivino con le Associazioni un tavolo permanente di concertazione che abbia, tra gli altri, lo scopo di conoscere meglio le situazioni dove maggiormente vi è la necessità di intervenire con una conseguente maggior efficacia degli interventi stessi proprio perché “più mirati”, più congrui, più sinergici.
L’Amministrazione Comunale che rappresento ha assunto come cardine fondamentale del proprio agire un atteggiamento ed una prassi di massima attenzione nei confronti della “Persona”.
Nei nostri programmi il “Servizio alla Persona”, in tutte le sue declinazioni e sfaccettature, riveste un ruolo fondante e di primaria importanza.
Su questo programma ci siamo impegnati.
Questo impegno intendiamo, con tutte le nostre forze, onorarlo.
Sono consapevole che gli Enti Locali – i Comuni per primi – si trovano oggi ad affrontare una situazione finanziaria ulteriormente appesantita da decisioni governative che non esito a definire, oltre che penalizzanti per i servizi che comunque è necessario garantire, illogiche.
A maggior ragione le limitate risorse vanno utilizzate nella maniera più razionale possibile.
A maggior ragione è necessario che gli sforzi diventino sforzi comuni.
E’ chiaro che, per operare al meglio, il volontariato ha comunque la necessità di avere nel Comune e nelle altre Istituzioni un interlocutore e non una controparte in grado di comprendere, condividere, sostenere.
Nella convinzione e consapevolezza che oggi il nostro territorio conferma un’importante presenza nel settore del volontariato che va sostenuta anche attraverso un dialogo costante, anche attraverso la ricerca e strutturazione di nuove forme di collaborazione.
Su tutto ciò l’Amministrazione Comunale, oggi come in passato, oggi ancor di più che in passato, vuole essere e vuole essere considerata un partner sensibile, con la volontà di spendersi fino in fondo, garantendo quanto è in suo potere, ricercando insieme e mettendo a disposizione le migliori soluzioni possibili.

